Donne Freediver: 10 Freediver che ti ispirano
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Superare i confini nell’apnea, nella conservazione degli oceani, nell’arte subacquea e nelle immersioni in apnea.

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A noi, l’apnea sembra tranquilla vista dalla superficie. Underwater, invece, richiede tutto: nervi saldi, tecnica impeccabile, polmoni resistenti e un vero legame con l’oceano.
Nel corso di molti decenni, le donne Freediver hanno trasformato quel singolo respiro in uno sport da record, in attivismo per la tutela degli oceani, in arte e in tradizione culturale.
Le migliori Freediver non si distinguono solo per la profondità raggiunta. Le loro storie raccontano anche di coraggio, creatività, disciplina e un profondo rispetto per l’Ocean.
Alcune di queste apneiste hanno dominato le competizioni. Altre hanno usato l’apnea per proteggere l’oceano, raccontare storie attraverso filmati subacquei o mantenere vive antiche tradizioni di apnea.
Vieni con noi a scoprire più da vicino dieci delle freediver più ispiranti di tutti i tempi.
Indice dei contenuti:
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1. Natalia Molchanova (Russia): La più grande di tutti i tempi
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2. Tanya Streeter (Regno Unito/Belize): Superare gli uomini
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3. Hanli Prinsloo (Sudafrica): ambientalista marina
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4. Julie Gautier (Francia): L’apnea come forma d’arte
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5. Alessia Zecchini (Italia): La donna che si è immersa più in profondità al mondo
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6. Alenka Artnik (Slovenia): Abbattere le barriere nel peso costante
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7. Sara Campbell (Regno Unito): Yoga e Mind Over Matter
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8. Yasuko Ozeki (Giappone): ex detentrice del record mondiale di apnea sotto il ghiaccio
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9. Kimi Werner (USA, Hawaii): Il Freediver specializzato in pesca subacquea
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10. Le Ama del Giappone: le Freediver tradizionali
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Immergiti più profondamente
Spesso definita la “regina dell’apnea”, Natalia Molchanova ha avuto una carriera straordinaria in questo sport. Ha stabilito 42 record mondiali in diverse discipline di apnea ed è stata la prima donna a superare i 100 m nell’apnea a peso costante.
Le sue immersioni erano tranquille, precise e profondamente controllate. Molchanova descriveva spesso l’apnea come una forma di meditazione.
Purtroppo, è scomparsa nel 2015 durante un’immersione in apnea ricreativa al largo delle coste spagnole. La sua mancanza si fa ancora sentire in tutto il mondo dell’apnea, ma la sua influenza continua a vivere attraverso gli atleti, gli istruttori e le apneiste che ha ispirato. La sua eredità vive anche attraverso suo figlio, Alexey Molchanov, un Freediver detentore di record mondiali in diverse discipline.
Tanya Streeter è entrata nella storia nel 2002 quando ha raggiunto i 160 m (525 piedi) nella disciplina dell’apnea No Limits. All’epoca, quell’immersione ha superato sia il record mondiale maschile che quello femminile nella categoria No Limits.
Quel risultato l’ha resa una delle poche donne in qualsiasi sport a detenere un record mondiale assoluto superiore a quello degli uomini.
L’apnea No Limits utilizza una slitta zavorrata per la discesa e un sistema di sollevamento gonfiabile per la risalita. È estremamente rischiosa e molto diversa dall’addestramento all’apnea ricreativa.
Il record di Streeter ha dimostrato l’immenso potenziale delle Freediver: cosa si può ottenere quando preparazione, coraggio e controllo si fondono in un’immersione indimenticabile. Il suo record assoluto è rimasto imbattuto per oltre due mesi prima di essere superato da un subacqueo maschio. Oggi continua a sostenere la conservazione degli oceani e le pratiche subacquee sostenibili.

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Hanli Prinsloo mostra un lato diverso dell’apnea. L’oceano non è solo un posto dove andare in profondità. È anche un luogo dove entrare in contatto, imparare e proteggere ciò che conta davvero — ricordandoci che l’apnea riguarda tanto la cura dell’oceano quanto il raggiungimento di traguardi personali.
Prinsloo è un’ex campionessa nazionale sudafricana di apnea con 11 record di apnea al suo attivo. La sua vera passione, però, è la conservazione degli oceani.
Ha fondato la Fondazione I AM WATER, che avvicina i giovani all’oceano, in particolare quelli provenienti da comunità svantaggiate che altrimenti non avrebbero la possibilità di vivere in prima persona l’esperienza della vita marina.
Attraverso l’apnea, Prinsloo apre gli occhi delle persone sulla bellezza e la fragilità dell’oceano, ispirando un senso di responsabilità più profondo per proteggerlo.
Se vuoi collegare la consapevolezza sull’oceano all’azione concreta, il corso SSI Blue Oceans è un utile passo successivo perché introduce argomenti di conservazione marina in modo pratico.
Julie Gautier ha trasformato l’apnea in movimento, storia e immagine, esplorando fino a dove un singolo respiro possa portare il corpo — e cosa riveli sotto la superficie.
È un’apneista, regista e ballerina, nota soprattutto per il suo suggestivo film Underwater“Ama”.
Gautier collabora spesso con il campione mondiale di apnea Guillaume Néry. Insieme hanno realizzato alcune delle riprese subacquee più memorabili nei media dedicati all’apnea moderna.
Il suo lavoro sembra diverso da un tentativo di record. È tranquillo, aggraziato e profondamente umano, e conferisce una profondità creativa ed emotiva all’apnea. Un tipo di palcoscenico completamente diverso: non una linea di gara, ma un linguaggio visivo plasmato dall’acqua, dal silenzio e dal movimento.

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Alessia Zecchini è una delle figure di spicco dell’apnea profonda, ampiamente riconosciuta come “La donna che si immerge più in profondità al mondo”.
Uno dei suoi risultati più sorprendenti è l’immersione a peso costante di 123 m (404 piedi) con una Monofin nel 2023; la profondità massima mai raggiunta da una donna in questa disciplina fino a quel momento.
Anche il documentario di Netflix *The Deeps* ha portato la sua storia a un pubblico più ampio e ha mostrato le sfide fisiche e mentali dell’apnea d’élite.
Il fenomeno italiano, reso ancora più famoso dal documentario di Netflix *The Deepest Breath*, continua a spingersi oltre i limiti dell’apnea. Ma non è la sua voglia di competere a renderla così vincente, bensì il suo amore profondo, incrollabile e innato per l’acqua.
I record di profondità di Zecchini ci ricordano che i limiti umani sono in continua evoluzione. Lei rimane una delle voci più influenti nell’apnea femminile.
Alenka Artnik è un’apneista che ha riscritto i libri di storia. È specializzata nell’apnea a peso costante, in cui i subacquei scendono e risalgono usando solo le pinne.
Nel 2021 ha stabilito un record mondiale, immergendosi a 122 m (400 piedi) in questa disciplina.
Il percorso di Artnik nell’apnea è stato profondamente personale: ha parlato apertamente dei periodi difficili della sua vita e di come l’oceano l’abbia aiutata a trovare la forza. La sua storia dimostra che l’apnea è molto più che resistenza fisica. Può anche diventare un percorso per ritrovare fiducia in se stessi, sicurezza e serenità: un potente strumento di guarigione mentale.
Per gli apneisti certificati che amano la profondità, il corso SSI Advanced Freediver aiuta a migliorare l’efficienza, la compensazione, la caduta libera e le abilità di coppia, consentendo un allenamento in profondità più controllato e sicuro.

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L’ascesa di Sara Campbell in questo sport sembra quasi impossibile. È passata da principiante assoluta a detentrice del record mondiale di apnea in meno di due anni. Yoga, tecniche di respirazione e concentrazione mentale hanno plasmato il suo allenamento fin dall’inizio. Lei sottolinea gli aspetti spirituali e meditativi dell’apnea, che hanno dato alle sue immersioni una solida base interiore, non solo forza fisica.
Nel 2007, Campbell ha stabilito 3 record mondiali in sole 48 ore, con soli 9 mesi di esperienza nell’apnea. I suoi record includevano 90 m in Peso Costante (CWT), 81 m in Free Immersion (FIM) e 56 m in Peso Costante senza pinne (CNF).
La sua straordinaria storia dimostra come il MINDSET, il controllo del respiro e un allenamento mirato possano ridefinire ciò che le donne Freediver credono sia possibile.
Ozeki è una delle poche atlete al mondo specializzate nell’apnea sotto il ghiaccio. Si distingue per una rara combinazione di prestazioni d’élite sia nelle discipline in piscina che in quelle di profondità, insieme a una specializzazione nelle immersioni in ambienti estremi.
Il 22 febbraio 2024, Ozeki ha stabilito un nuovo record mondiale di apnea dinamica con Monofin sotto il ghiaccio (DYN), nuotando per 126 m a Utoro, in Giappone, e mantenendo il titolo per 36 ore. Con 7 record a marzo 2022, è anche pluricampionessa nazionale giapponese nelle discipline in piscina e in profondità, tra cui CNF (Constant No Fins) e DYNB (Dynamic with pinne separate).
Yasuko Ozeki ha iniziato il suo percorso con l’AIDA come appassionata nell’aprile 2016, risalendo in superfice rapidamente fino a diventare un’atleta di livello mondiale e membro della nazionale giapponese. Nel settembre 2023 è passata al professionismo per fondare la Yasuko’s Freediving School come istruttrice AIDA a tempo pieno.
La sua passione per l’apnea ispira la prossima generazione in Giappone e contribuisce a espandere la diffusione globale di questo sport.
Ogni freediver inizia con la prima apnea, la prima immersione capovolta a testa in giù e il primo momento di fiducia sott’acqua. Se sei alle prime armi con questo sport, leggi “22 consigli per l’apnea: consigli essenziali per principianti” prima di fare il passo successivo.
Kimi Werner vive per l’oceano. È una Freediver, campionessa di pesca subacquea, artista, chef e ambientalista marina.
Werner pratica l’apnea per la caccia sostenibile e promuove pratiche di pesca etiche. Prende solo ciò di cui ha bisogno, nel rispetto dei fragili ecosistemi che sostengono la vita.
Ha inoltre attirato l’attenzione internazionale per uno straordinario incontro in cui ha nuotato tranquillamente accanto a un grande squalo bianco, dimostrando una silenziosa fiducia tra l’uomo e l’oceano. Il suo lavoro invita le persone ad avvicinarsi all’oceano non con paura, ma con rispetto, umiltà e un senso più profondo di connessione.
Molto prima delle pinne in carbonio, dei computer subacquei o delle competizioni, le Ama giapponesi (海女, “donne del mare”) avevano già imparato l’arte dell’apnea. Per oltre 2.000 anni, queste Freediver tradizionali hanno raccolto perle, orecchie di mare, alghe e altri frutti di mare, usando nient’altro che i propri polmoni e un’attrezzatura minima.
Le Ama indossavano tradizionalmente tute di cotone bianco e riuscivano a trattenere il respiro fino a 2 minuti, immergendosi a profondità comprese tra i 10 e i 20 m (33-66 piedi). Il lavoro era faticoso, eppure alcune Ama hanno continuato a immergersi anche a 70 e 80 anni.
Oggi, sono sempre meno le subacquee Ama che continuano questa pratica a causa della modernizzazione, ma quelle che lo fanno mantengono vivo un patrimonio culturale straordinario. La loro tenacia e dedizione le rendono tra le prime pioniere dell’apnea.
Dalle tradizionali Ama giapponesi alle moderne campionesse di apnea, queste apneiste ispiratrici hanno ridefinito i limiti umani, battuto record e sostenuto la conservazione degli oceani.
Il loro contributo va ben oltre le medaglie e i numeri. Mostrano l’apnea come competizione, arte, attivismo, tradizione e trasformazione personale.
Ognuna di queste donne ha dimostrato che l’apnea va ben oltre la profondità. È forza mentale, legame con la natura, rispetto per l’oceano e spirito intrepido. Le loro storie continuano a ispirare sia le future generazioni di subacquei che gli amanti dell’oceano.
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Questo articolo è stato tradotto automaticamente e potrebbe contenere piccole imprecisioni; in caso di dubbi, consulta la versione originale in inglese.